Mi capita spesso di sentire affermazioni sul cibo che sono scientificamente scorrette ma di cui tante persone ne sono fermamente convinte. Le affermazioni in questione sono dei “falsi miti” sull’alimentazione che sono diventati delle convinzioni e che influiscono nella scelta di un certo prodotto alimentare o sulle nostre abitudini alimentari
Qualche esempio? Lo zucchero di canna è migliore di quello bianco, l’anemia si cura mangiando spinaci, la frutta va mangiata lontano dai pasti…. la lista delle affermazioni di questo tipo è lunga, dunque vediamo di capire se vi siano delle basi scientifiche in queste affermazioni e in caso contrario “abbattere” questi falsi miti.

Lo zucchero di canna è migliore dello zucchero bianco: questa affermazione nasce dal pregiudizio contro gli alimenti più lavorati (raffinati) in favore di quelli ritenuti più naturali. La raffinazione dello zucchero, che lo porta a diventare di colore bianco, è un processo chimico che letteralmente significa “liberato da impurità”, ma tale processo non cambia la molecola dei due zuccheri che è la stessa ed indistinguibile dal nostro organismo. 
Come riferisce l’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) lo zucchero di canna (ricavato sia dalla canna di zucchero che dalla barbabietola) è uno zucchero non totalmente raffinato, la differenza di colore e sapore è data dalla presenza di melassa che non ha particolare significato nutrizionale.
Lo zucchero di canna viene utilizzato soprattutto quando si iniziano delle diete ipocaloriche perché si è convinti che esso sia meno calorico, ma in realtà entrambi gli zuccheri forniscono la stessa quantità di calorie (4 Kcal per grammo di prodotto).

Gli spinaci aiutano a curare l’anemia: forse questo mito nasce dal famoso cartone animato di braccio di ferro che ha creato il binomio spinaci-forza, infatti si pensa che basti assumere quotidianamente una certa quantità di alimenti ad alto contenuto di ferro per evitare la carenza di questo minerale e curare l’anemia.
Non è così: il ferro alimentare ha infatti una scarsissima biodisponibilità (la frazione di nutriente che l’organismo è in grado di assorbire). Nel calcolare l’assunzione di ferro con la dieta è molto importante distinguere le due forme di ferro, eme e non-eme, in quanto la loro biodisponibilità è molto diversa. Il ferro viene assorbito dal sistema digerente solo in minima parte, infatti l’intestino può assorbire tra il 2% e il 10% del ferro fornito dai vegetali (ferro non eme) e tra il 10-35% di quello contenuto da fonti animali (ferro eme).
La quantità di Ferro presente in 100g di spinaci è di 2.7 mg, la quantità disponibile al il nostro organismo è di 0.054mg-0.27mg, quantità esigua in caso di forte carenza. Vi sono molti altri alimenti vegetali che hanno un contenuto di ferro maggiore degli spinaci (tra questi i legumi, le vongole, il cioccolato fondente, il muesli).
 È stato inoltre dimostrato che l’acido ascorbico presente negli agrumi fa aumentare notevolmente la biodisponibilità di questo minerale, quindi sarebbe bene associare l’assunzione di questi alimenti con una spremuta d’arancia o del limone. 


Bisogna bere due litri di acqua al giorno: questa ossessione è priva di fondamento, deriva dalle pubblicità ingannevoli che associano la salute alla bellezza e riescono a influenzare con espressioni come ”l’acqua che elimina l’acqua”, “puliti dentro e belli fuori”.  La convinzione è che più si beve, più ci si depura e più si perdono i liquidi in eccesso. Questo obbligo di bere tanti bicchieri di acqua al giorno ci porta a bere anche quando non abbiamo sete cioè anche quando il nostro organismo non ha necessità.
 Ma quanta acqua dobbiamo bere al giorno? Il bilancio idrico del nostro corpo dipende dal mantenimento dal  volume di acqua in entrata e quello in uscita. Tale equilibrio è regolato dal centro ipotalamico della sete, che regola la quantità di acqua da ingerire, e dall’ormone antidiuretico (ADH), che aumenta il riassorbimento di acqua nel rene. Durante il giorno consumiamo acqua attraverso la respirazione e la traspirazione e attraverso urina e feci, in condizioni normali consumiamo in pratica 1ml d’acqua al minuto (1,5 litri al giorno), se poi pratichiamo un intensa attività fisica o fa molto caldo allora il consumo aumenta.
Il fabbisogno di acqua varia molto da individuo a individuo, e dipende dalla composizione della dieta, dal clima e dall’attività fisica, per sapere quanto dobbiamo bere non dobbiamo dimenticarci dell’acqua che assumiamo con il cibo (frutta e verdure) e le bevande ( the, succhi, minestra). La maggior parte dell'acqua di cui abbiamo bisogno è contenuta in questi alimenti e chi è sano e segue una corretta dieta mediterranea, non deve affatto sentirsi in colpa se beve meno dei 2 fatidici litri.


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